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E ora giunge il tempo in cui la memoria trova specchio nel presente e il passato torna a vivere per coloro che, scelti, sanno leggere le righe delle memoria.
E torna a vivere la Signora Helevia, che tutti sappiano che la creatrice e padrona delle terre del patto osserva ed è guida dei tre Ordini e di nessuno di essi, poiché ella sa, ma non rivela
...poiché ella osserva e non interviene...

Nell'aria si libra tra la nebbia del nulla un dolce canto, voce di donna che donna non è...ella è aria, è terra, è acqua ed è fuoco e al contempo nulla è in confronto ai quattro elementi...
Nell'aria si spande tra il freddo e la morte sussurro ancestrale, verbo di donna che donna non è...ella è Luce, è Tenebra ed è la via che le separa e al contempo nulla è in confronto ai tre Ordini...
Che le terre si destino e la nebbia si diradi, che l'acqua scorra in fiumi e in laghi, nutra questa terra e la riempia di erbe, alberi, fiori, animali e creature delle altre terre, che qui la vita splenda più rigogliosa che altrove, che queste terre prendano il mio nome cosicchè l'eternità le contraddistingua.

Le Terre di Helevia nacquero e dalla nebbia sorse a nuova luce una terra prospera e ricca, abitata da molteplici razze riunite sotto i tre ordini: l'Ordine delle Colomba, coloro che devoti alla Luce camminavano nella via a loro dire retta, ottimisti, fiduciosi, saldi principi e ideali. Sorridenti, eleganti, educati e delicati spiccavano per la dolcezza e la benevolenza, la compassione, ma anche la forza di spirito. Nel grande tempio splendente che sorgeva al centro della valle essi occupavano l'ala d'oro e cristallo.
L'Ordine del Corvo, coloro devoti alle Tenebre, camminavano in vie contorte, subdole spesso deviati, amanti del dolore e del recarlo, silenziosi osservatori, assassini, ma anche astuti e maligni nei loro piani. Cupi, asociali, spesso scontrosi e armati, pronti ad attaccar briga, freddi e spesso con l'idea di essere i superiori. Nel grande tempio splendente che sorgeva al centro della valle essi occupavano l'ala di opale ed ebano.
L'Ordine del Falco, coloro devoti ad entrambe le vie e a nessuna di esse, camminavano su strade che scrivevano da soli o che costeggiavano le altre due, lunatici, incomprensibili e spesso abili con le armi quanto con la lingua. Osservatori, abili nel somigliare a uno degli altri due ordini erano considerati tra i più imprevedibili e al contempo privi di ideali, benché una loro via l'abbian sempre difesa, ma senza nominarla. Nel grande tempio splendente al centro della valle essi occupavano l'ala d'argento e zaffiro.
I tre Ordini spesso entravano in conflitto tra loro per i motivi più disparati e fu per questo che Helevia usò le sue ultime energie per creare i tre Signori degli Ordini e donando a loro la sua energia, sparì dal piano materiale per sempre, lasciando nel mistero la sua identità.
I Tre Signori subito si riunirono in cima al colle delle Chiavi, luogo ove nascevano e morivano continuamente i custodi di elementi, sottoelementi, sentimenti e molto altro, i figli del sangue di Helevia stessa. Erano legati indissolubilmente a quella terra e ne dominavano la vita e al contempo ne erano succubi.
Sul tale colle sorgeva un gazebo di marmo bianco, piccolo ed elegante con appese catenine che sostenevano molteplici chiavi di vari metalli che al vento tintinnavano armoniose. Una colomba elegante andò a posarsi sul pavimento tubando tranquilla interrotta con impertinenza da un grande corvo che spuntò saltellando da dietro una delle sei colonne. A interrompere il roco richiamo giunse l'acuto grido di un falco bruno che si fermò al centro tra i due fissandoli con i tondi occhi gialli.
Fu un attimo di luci intense quello che ne seguì, avvolgendo i tre animali che mutarono nelle sembianze dei Tre Signori degli Ordini:
Esena, Signore dell'Ordine della Colomba in sembianza di giovane donna vestita di seta bianca, carnagione pallida, lunghi capelli bianchi e occhi d'argento. Un mantello di piume di colombe l'avvolgeva senza nascondere il marchio di una chiave bianca sul petto.
Idendar, Signore dell'Ordine del Corvo in sembianze di austero uomo vestito di nera pelle con indosso un'armatura composta da nere placche raffiguranti piume. Capelli come inchiostro scivolavano sulla pelle chiara, occhi di rubino e scintillante di sangue la chiave marchiata sulla fronte.
Numellor, Signore dell'Ordine del Falco in sembianze di giovane vestito di comodo abito di cotone e pelli di daino, occhi di viva ambra e capelli spettinati castani. Riluceva di smeraldo la chiave impressa sul dorso di entrambe le mani.
I Tre Signori adoperarono antico verbo per discutere ed infine unirsi nel Patto dell'Equilibrio secondo il quale nessuno dei tre Ordini avrebbe recato danno agli altri per nessun motivo, cancellando guerre e faide, vivendo uniti nel rispetto del volere di Helevia: Splendore, Equilibrio, Pace e una Vita che fosse la migliore di tutti i tempi
In quel giorno sorse al centro delle tre ale una colonna alta cinque metri sostenuta da uno scheletro di nero ebano, argento e oro scolpiti e lavorati sul quale sbocciavano decori di cristallo, opale e zaffiro raffiguranti piante e creature magiche d'ogni dove. In cima alla colonna spiccavano le figure di tre Draghi che proteggevano con ferocia e fermezza la Colomba, il Corvo e il Falco

Da allora e per molti secoli o forse millenni ad avvenire, le Terre di Helevia furono le più splendenti mai viste prima, Vi prosperavano le arti, vi eccellevano i combattenti e i più grandi maestri.
Poi arrivò il giorno maledetto in cui i maghi del Corvo assetati di sperimentare, desiderarono risvegliare i protettori della colonna dell'Equilibrio per parlare con essi e conoscere da dove essi venissero, e perchè. Purtroppo la brama di sperimentare il loro conoscere li portò a sottovalutare i legami della colonna, il come essa fosse strutturata e così con il rito si svegliò solamente Tyersa, il Drago Nero protettore della colonna in nome dell'Ordine del Corvo.
Supponendo di esser stato risvegliato, come dal patto della colonna deciso, in difesa del suo Ordine per un tradimento degli altri, Tyersa si avventò sulle ale dei due ordini provocando il risveglio immediato di Oryon, Drago d'Oro, protettore dell'Ordine della Colomba e suo diretto opposto.
Lo scontro fu cruento, inarrestabile, i due Ordini si scontrarono anche nelle vesti di coloro che combattevano solo per appoggiare il loro Drago protettore, senza mettere in dubbio il verbo di un Semidivino.
Lo scontrarsi degli opposti, l'annullarsi della loro convivenza spinse al risveglio Etherya, Drago d'Argento, protettore dell'Ordine del Falco che si trovò ad osservare lo scontro dei suoi compagni di compito, incredulo, indeciso fin quando non sentì le parole dei due che si accusavano, comprendendo che l'attacco era partito da Tyersa.
Si unì allo scontro richiamando il suo Ordine unendosi senza dubbio a Oryon a contrastare l'implacabile ira di Tyersa che accusava i due di aver rotto il patto, accusa che i due respingevano al Drago Nero.

Quanto durò lo scontro, nessuno sa dirlo...è certo che nella guerra Helevia ingrigì, l'acqua divenne lacrime, i cieli piansero sangue e gli alberi diedero al mondo frutti marci. Il Tempio fu raso al suolo, la colonna crollà e i Tre Signori degli ordini sparirono dal loro apice fuggendo nei cieli remoti.
Fu distrutto il colle delle Chiavi e quest'ultime, perdendo ciò a cui erano legate, per non perire fuggirono nel mondo dei sogni fin quando nuovo erede del sapere sarebbe giunto pronto a riprendere la via di Helevia.
Lo scontrò terminò nei cieli ove Etherya, Oryon e Tyersa si sconfissero a vicenda a costo della propria vita. Il Drago Nero, giurando vendetta, sparì e non se ne seppe più nulla mentre il Drago d'Oro e quello d'Argento caddero tra i frammenti della colonna dell'Equilibrio e da essa crearono una nuova colonna di cristallo, zaffiro oro e argento e tra le acque di un lago macchiato di sangue essi perirono e scomparvero nel nulla lasciando due statue gemelle con, alle zampe destre di ciascuna, un bracciale, eredità per il nuovo protettore del loro ordine...

E fu il mondo della notte a volermi
Esso mi chiamò a sè come Protettore
Un grande Corvo m'incantò con i suoi valori
La sua via divenne la mia
E le mie ali si stesero nei suoi cieli d'ebano
Suo Custode tra i Tre Protettori del patto
Io attesi il mio destino
Ed esso mi chiamò, patto traballante
Che i cieli odano la mia vendetta
Al mio compito mi attengo Signore dell'Ordine del Corvo
Il patto s'è rotto e l'ebano brucia
l'opale s'annebbia
è ora che la notte porti eterno riposo
a coloro immeritevoli...
Il Nero

Erano i ghiacci la mia casa
il silenzio eterno
il canto del vento e la carezza della neve
Un falco sfidò la natura avversa
il Signore del Crepuscolo e dell'Aurora
Colui che non conosce verità e menzogna
Colui che osserva le due sponde e nel fiume resta
Mi chiamò, suo Protettore
e issò una colonna di tesori ove farmi riposare
in attesa del compiersi del momento...
L'argento si scuriva e lo zaffiro si spegneva
Ai miei fianchi l'equilibrio s'era rotto
Traditore...Tradito...e io dovevo scegliere
e fu così che appoggiai il volo della candida Colomba
Che il mio dolore risuoni nei tempi
che la Verità torni e che qualcuno la sappia
Poiché io ho agito secondo me stesso
Nel dubbio dell'errore
L'Argento

Il Fuoco riscaldava il mio animo
mentre la Luce splendeva sulle mie scaglie
Signore di terre di pace
E nel cielo terso il volo di bianca Colomba giunse
appellandomi suo Protettore
e io la nominai mia Signora
Suo Cavaliere incantato dai suoi ideali
i miei stessi ideali
Ma poi giunse il giorno in cui la luce
si spense sull'oro delle scaglie
e in cristallo divenne opaco e impuro
Aprii gli occhi sul Traditore del Patto
Ignobile Corvo oscurava il sole
Oscurava il patto della mia Signora
Lo affrontai come mio dovere.
Che risuoni la mia rabbia nei tempi
che non si dimentichi la sua parola bugiarda
Per sempre!
L'Oro

In memoria di ciò che fu
Di ciò che è
Di ciò che sarà
Misterioso è il passato di Tyersa, Drago che scelse di morire lontano dalle Terre di cui fu Custode, morì solo lasciando un bracciale che per anni non ha conosciuto eredi, dimenticato da tutti. Destino volle che la sua voce giungesse a solleticare orecchio di elfa seguace dell'Ordine del Falco, colei che un tempo era erede di Etherya abbandonò con scuse e cordialità la sua casa e la sua protezione tornando poi alla sua famiglia portando con sé il prezioso bracciale eredità di Tyersa.
Ella non lo aveva indossato, ancora la sua vecchia capoclan era tornata a cercare forse a risposta di suoi stessi dubbi, o forse domande o forse di qualcosa che aveva già compreso: Ella era l'erede di Tyersa e finalmente i Tre Protettori si erano riuniti per riformare lo splendore di un tempo.

Nella Vita nulla si Conosce di ciò che ci attende, ma su cerca qualcosa. Si cerca di costruire, ma non siamo mai completi artefici del nostro destino. Un popolo è tale quando è unito, ma difficile è unire ciò che è diverso nel rispetto di un Patto che sorvola il Tempo e i Luoghi. Un Patto che deve risuonare nel Canto di ognuno di coloro che lo desiderano.
Per lungo tempo coloro che hanno ereditato il nome di Helevia sono rimasti uniti in un Patto che non conosceva simbolo. Un simbolo che il Popolo cercava, conscio che prima o poi sarebbe risorto assieme al naturale splendore che quel nome evoca. Il Passato sarebbe tornato a unirsi al Presente come un Anello perfetto su cui si sarebbe incisa la Storia del Popolo Eterno.
Una Notte il Passato è tornato. L'Eco di Helevia che si è spento come la Fenice, per risorgere ancora più splendente. Ha portato con sè la Memoria degli Helenel e degli Ismèlan. Ha portato l'ultimo frammento della Prima Colonna dell'Equilibrio deponendolo in una Polla pura e cristallina, nido da cui far nascere la nuova Speranza.
Il Patto ora riecheggia nel Petto di ogni Elfo del Nome Splendente. E' sgorgato dalla gola degli Eletti senza timore e dubbio. Della loro Promessa si è nutrito per risorgere come un Tempo. La Colonna è tornata a splendere nel Bosco d'Argento, come Colonna di Luce che parla di Passato e Presente. Come Simbolo di Continuità e di Speranza.
Helevia è completamente risorta.
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